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Ambienti puliti e igiene al massimo: un obiettivo comune per tutti

Come è cambiata l’idea di pulito dall’inizio dell’emergenza pandemica?

Se, fino a due anni fa, il concetto di ambienti e aria fortemente salubri interessava soltanto specifici operatori di settore e particolari ambienti (si pensi ad esempio ai contesti sanitari o a quelli alimentari), l’esperienza del COVID-19 ha portato a un cambio di rotta generale, rendendo l’igiene una questione che riguarda tutti e tutto, in ogni momento della nostra vita.

Di fatto, la pandemia di Coronavirus ha acceso i riflettori sull’idea di un mondo più pulito in un modo fino a quel momento inimmaginabile, apportando profonde modificazioni sia all’industria dei servizi – ed elevando di conseguenza il profilo dei professionisti della pulizia – sia alle nostre abitudini quotidiane. 

Se, da un lato, il settore del Cleaning professionale ha saputo adeguarsi rapidamente alle nuove esigenze di igiene degli spazi pubblici e professionali, anche a livello residenziale è diventato presto chiaro che garantirsi il più alto livello di pulizia è uno degli strumenti di difesa più importanti per controllare e limitare la diffusione del virus.

Il mantenimento del corretto standard di igiene delle superfici, degli ambienti nel loro complesso e persino dell’aria che respiriamo è più che mai un imperativo di cui siamo diventati tutti partecipi: la pulizia è mai come prima d’ora un’esperienza di benessere quotidiana.

Dagli uffici agli hotel, fino alla casa: gli ambienti sanificati sono il primo passo verso il benessere

Gli spazi professionali e quelli di hospitality – luoghi che, per loro natura, sono da sempre soggetti a un viavai quotidiano – hanno ora più che mai esigenze di pulizia elevatissime. Specialmente a partire dal rientro vero e proprio negli edifici di lavoro, è stato necessario impostare protocolli e programmi per garantire che gli spazi fossero salubri e che il loro livello di igiene contribuisse attivamente ad abbattere il rischio di diffusione del virus.

Chiaramente, a livello dell’ISS sono state prese misure cautelative e definiti processi che potessero assicurare sicurezza sia al personale che ai clienti, e tale percorso ha previsto l’applicazione di nozioni e conoscenze maturate in ambienti che, prima dell’inizio della pandemia, erano considerati “più speciali di altri”. Un esempio tipico è rappresentato dalle camere bianche. Il livello di pulizia un tempo concepito per questi particolari spazi doveva ora essere applicato anche a contesti più generali, il tutto con un occhio di riguardo all’ecosostenibilità.

Gli spazi professionali attuali non devono dunque essere concepiti soltanto come un luogo di lavoro, ma anche come un luogo di fiducia: ambienti in cui i dipendenti e gli ospiti possano sentirsi al sicuro e sappiano di poter operare senza rischi per la loro salute.

Le attività di pulizia e sanificazione delle superfici e dell’aria sono diventate protocolli quotidiani, tangibili e dimostrabili, da associarsi all’osservazione delle linee guida sull’igiene e alle ormai ben note regole di distanziamento sociale. I lavoratori del 2022 sono già da tempo abituati a operare in modo tale da limitare la diffusione di microrganismi potenzialmente patogeni sia quando sono alla loro postazione di lavoro, sia quando si trovano in aree più complesse e difficili, come le cucine, le mense, la zona bar e ovviamente i servizi igienici.

In questo particolare contesto, la presenza degli operatori del cleaning è diventata tanto rassicurante quanto la consapevolezza di poter, in prima persona, comportarsi in modo virtuoso per mantenersi in piena sicurezza.

Anche negli spazi dedicati all’Hospitality – strutture alberghiere in primis – il concetto di “pulizia come benessere” è diventato centrale e con esso l’opera degli specialisti delle pulizie, percepita in modo diverso da ospiti e clienti.

Tuttavia, l’esigenza di vivere in un mondo più pulito non si ferma all’hotel o all’ufficio, ma interessa trasversalmente tutti i luoghi della nostra vita, e mai come prima d’ora ci siamo resi conto che essi sono tantissimi!

La nostra casa, gli ambienti comuni del palazzo, il bar in cui prendiamo il caffè, la metropolitana o l’autobus su cui saliamo per spostarci in città, i negozi che frequentiamo, il supermercato in cui facciamo la spesa, l’asilo e la scuola dei bambini, il taxi… Quanti sono gli spazi che abitiamo ogni giorno? Di quale livello di pulizia hanno bisogno per poter assicurare un ritorno alla normalità il più rapido ed efficace possibile? E, più di tutto, nel momento in cui l’attuale emergenza sanitaria dovesse finalmente finire, come saranno cambiate le nostre città, i nostri ambienti privati e collettivi, le nostre abitudini?

La pulizia come benessere è ora una rivoluzione definitiva

È ormai evidente come la convivenza con il Coronavirus abbia messo rapidamente in evidenza che il modello di vita a cui eravamo abituati fino al 2020 fosse ormai insostenibile e che, sotto diversi punti di vista, presentasse svariate lacune. Diversamente le nostre abitudini non sarebbero state modificate in modo così profondo.

Ripartire domani dallo stesso punto in cui eravamo ieri è quindi un’ipotesi da non prendere neppure in considerazione, perché sarebbe una soluzione insufficiente a mantenere il grado di benessere che tutti desideriamo. Al contrario, dovremo continuare ad apprendere dalle esigenze emerse nell’ultimo biennio per formulare nuove routine salubri e sostenibili da portare avanti anche al termine della pandemia: esse saranno i cambiamenti migliorativi che permetteranno di ridurre il rischio di nuove emergenze e, in ogni caso, di applicare la resilienza eventualmente necessaria a risolverle.

Ciò che sappiamo è che la pulizia e l’igiene dell’aria e degli spazi continueranno a essere centrali: all’interno delle case, degli uffici e delle città; nel modo di interagire con essi, di spostarci tra di essi e di abitarli insieme. 

Si parla della necessità di sviluppare sempre di più una mobilità leggera, fatta di città che favoriscono percorsi ciclabili e pedonali; dell’impiego sempre più massivo di energie e prodotti sostenibili dal punto di vista ambientale per tutelare la terra, l’aria e l’acqua; di quartieri autosufficienti dal punto di vista dei servizi; di abitazioni salubri e pulite, in cui la penetrazione di aria e luce dall’esterno è favorita così come la comunicazione con l’outdoor. Queste ultime in particolare saranno il centro del nostro mondo e di una quotidianità sempre più multifunzionale: la casa di oggi e soprattutto di domani è un luogo sicuro e privato ma anche ufficio, palestra, ambiente in cui rilassarsi.

Ecco, nuovamente, che la pulizia degli spazi giocherà un ruolo centrale. Ecco cosa significa che la salubrità degli ambienti dovrà diventare un’esperienza di benessere quotidiana, in ogni luogo e in ogni momento, e che la disponibilità di soluzioni e prodotti adeguati farà davvero la differenza per tutti.

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