Cosa succede quando l’intelligenza artificiale entra nel mondo del cleaning?
Lavasciuga robotizzata di nuova generazione: cosa cambia davvero

Quando si valuta una lavasciuga robotizzata, la domanda giusta non è più “riesce a muoversi da sola?” ormai lo sanno fare tutte.
La domanda giusta è: cosa succede quando l’ambiente non è più quello previsto?
Un pallet spostato, un ostacolo nuovo, una connessione che va e viene.
È lì che si vede la differenza: nella qualità della “vista” del robot, nella velocità con cui elabora quello che vede, e si adatta ai cambiamenti.
Un esempio concreto di questo salto è la linea CenoBots, la usiamo qui come caso reale per mostrare, punto per punto, cosa cambia davvero.
Prima generazione vs nuova generazione
| Robot di prima generazione | CenoBots | |
|---|---|---|
| Avvio in un ambiente nuovo | Serve una mappatura manuale prima di iniziare | Scansiona e mappa in autonomia in pochi istanti |
| Se il robot si perde | Spesso serve un QR code o un tecnico | Si riorienta da solo |
| Pulizia negli angoli e lungo i muri | Spesso lascia sporco per i limiti dei sensori | Arriva a pochi centimetri dal bordo |
| Ostacoli non previsti in mappa | Possono causare blocchi o errori | Rilevati ed evitati in tempo reale |
| Superfici in vetro | Punto debole tipico | Riconosciute ed evitate |
| Gestione della flotta | Macchina per macchina, sul posto | Un’unica app, anche da un’altra sede |
| Comando vocale | Raro | Disponibile |
Qual è la differenza tecnica tra una lavasciuga robotizzata di nuova generazione e una tradizionale?
Si sente soprattutto quando l’ambiente non è perfetto: magazzini con merce che si sposta, pareti in vetro, ostacoli comparsi dopo la prima mappatura.
Un robot con un sistema di visione più evoluto continua a lavorare senza fermarsi o sbagliare anche quando l’ambiente è in continuo movimento.
CenoBots, ad esempio, usa un unico sensore 3D, abbinato a una capacità di elaborazione superiore alla media dei robot concorrenti.
Le telecamere, di conseguenza, non devono più fare il lavoro di orientamento: servono solo a riconoscere il tipo di pavimento e come ulteriore livello di sicurezza.

In pratica: meno sensori da far collaborare significa meno punti di errore e reazioni più rapide.
Per chi vuole i numeri: il sensore 3D di CenoBots ha una portata fino a 150 metri e un’inclinazione di rilevamento fino a 70°. Il processore che elabora questi dati è da 100 TOPS (100mila miliardi di operazioni al secondo) — contro una media di 2,5-4 TOPS dei robot concorrenti, quindi circa 100 volte superiore.
E’ necessario mappare l’ambiente prima che il robot inizi a pulire?
No, non più ,almeno non nei robot di nuova generazione.
I robot di prima generazione richiedono ancora una mappatura manuale: bisogna percorrere l’area lentamente, corridoio per corridoio, per “insegnare” il percorso alla macchina.
Poi serve un lavoro di post-produzione: eliminare dalla mappa gli elementi temporanei (un muletto, un pallet), che altrimenti verrebbero letti come muri permanenti.
Spesso occorre anche creare “muri virtuali” per evitare che il robot si perda in zone anguste.
CenoBots si accende, scansiona e mappa l’ambiente in pochi istanti.
Durante il lavoro aggira in autonomia anche ostacoli non presenti nella scansione iniziale, compresi i pallet che i sistemi precedenti obbligavano a rimuovere.
La mappa generata, resta visibile e modificabile tramite app, con zone e aree impostabili secondo logica.
Questa è anche la funzione Quick Task: mette la macchina al lavoro all’istante, senza mappatura preventiva e senza aver mai visto il locale prima.
Come si controlla da remoto una flotta di robot per la pulizia?
Con un’app che non serve solo ad avviare il singolo robot, ma gestisce l’intera flotta in tempo reale.
Anche a distanza, da un’altra struttura rispetto a quella in cui si trova la macchina.
Le funzioni principali:
- Monitoraggio in tempo reale — stato, attività e report di ogni singola macchina della flotta, non solo di quella davanti a te.
- Comandi remoti — aree e programmi di pulizia personalizzabili, modificabili anche senza essere fisicamente presenti.
- Avvisi di manutenzione — segnalazioni su guasti prima che diventino un problema operativo.
- Controllo vocale — riduce la complessità operativa, bastano comandi semplici.
- Controllo remoto multi-sede — si può gestire un CenoBots anche stando in un’altra struttura, condizione impensabile per un robot “telecomandato” tradizionale.
- Notifica automatica di fine ciclo — l’app avvisa quando il lavoro è completato, senza bisogno di andare a controllare.
La funzione Follow-me: il robot che segue l’operatore:
Follow-me è una modalità in cui il robot segue l’operatore ricalcando i suoi passi, e lo avvisa se sta camminando troppo velocemente.
È pensata per il trasporto di carrelli e attrezzature durante le attività di servizio — ad esempio il carico dell’acqua non solo per la pulizia.

Il robot segue esclusivamente la persona che si è autenticata tramite app.
Liberando l’operatore dal trasporto manuale di carrelli o dal presidio costante della macchina, permette di ridurre il personale necessario per un intervento — ad esempio portare a termine con due operatori un lavoro che prima ne richiedeva tre.
Il tempo risparmiato può essere dedicato ad attività complementari e di precisione.
Quanto è precisa la pulizia vicino ai bordi e negli angoli?
Molto più precisa rispetto ai robot con sensori meno accurati, che tendono a lasciare sporco lungo i muri e negli angoli per i limiti di lettura dei propri sensori.
Un algoritmo avanzato riduce il “rumore” di lettura e migliora la precisione di localizzazione, permettendo di pulire a distanza quasi zero dai bordi.
Più il robot si avvicina ai bordi, più rallenta per sicurezza, con un impatto sulla produttività complessiva (metri quadri puliti all’ora).
Sicurezza e privacy: certificazioni e telecamere
CenoBots ha ottenuto la certificazione europea per la navigazione di veicoli autonomi in aree sicure frequentate da persone e cose.
Dal punto di vista legislativo, può quindi essere utilizzato in sicurezza in qualsiasi cantiere o ambiente di lavoro.
Sul fronte privacy, le telecamere sono orientate esclusivamente verso il suolo e non riprendono mai la parte superiore del corpo delle persone.

Servono a mappare il pavimento e a rilevare ostacoli anche molto bassi (fino a sotto il livello dello squeegee), non a sorvegliare gli ambienti.
Domande frequenti
CenoBots ha bisogno di QR code o punti di riferimento fisici per orientarsi? No. È una delle differenze chiave rispetto ai robot di prima generazione: CenoBots non richiede QR code, target fisici o mappature manuali per rilocalizzarsi in caso di errore.
Si può controllare un CenoBots da un’altra sede? Sì, tramite l’app, se è disponibile una connessione internet: monitoraggio, comandi e programmi possono essere gestiti anche da una struttura diversa da quella in cui si trova il robot.
Cosa succede se manca la connessione internet? Il robot continua ad avviarsi e a eseguire i compiti programmati in autonomia. Le funzioni che richiedono rete — controllo vocale, invio report, comandi da remoto — non sono disponibili offline.
Quanto vicino ai muri riesce a pulire CenoBots? Fino a circa 3 cm, anche se questa distanza minima non è la configurazione consigliata perché riduce la velocità operativa e quindi la produttività.
CenoBots registra immagini delle persone? No: le telecamere sono orientate verso il suolo e non riprendono mai la parte superiore del corpo delle persone presenti nell’ambiente.
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